Il commento al Vangelo di domenica 6 aprile, quinta domenica di Quaresima (Gv 8,1-11) a cura di Emanuele Cappello
Gesù è disarmante. “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Questa sentenza così cruda raccoglie forse una delle verità più importanti, ma probabilmente una delle meno considerate dal cristiano, che molto spesso, anche innocentemente, passa gran parte del suo Tempo a giudicare, a vedere cosa non va nell’altro e invece tanto fatica nel ritrovarsi dei difetti. Non vuole rispondere con un linguaggio violento, che polemizza, ma cerca di avere un atteggiamento molto differente, si prende il suo tempo per rispondere, ed infine utilizza la Parola non per inveire contro chi ha portato la donna o contro la donna, ma per disarmare i cuori pieni di rabbia e violenza. Gesù non fa sconti. Il peccato va combattuto, ma ci vuole insegnare che va combattuta soprattutto quella smania di voler sempre additare il colpevole, cercando di elevarsi per sentirsi i migliori, i più giusti. E poi tace, finché non rimane solo con la donna, per cercare di far comprendere l’importanza della vera conversione interiore, che non può avvenire attraverso un atto pubblico di accusa, ma solo con un vero rinnovamento interiore. Gesù insegna il Perdono. Lui è venuto non per giustificare chi sbaglia, ma per chiarirci che siamo Tutti peccatori e che il nostro compito è aiutarci l’un l’altro per seguire l’amore di Dio. Per chi, come i farisei, sfrutta la legge di Dio solo per affossare qualcuno, Lui invece è venuto tra noi per insegnarci cos’è il vero Amore e cosa significa il Perdono.